8 marzo: le donne nell’informatica

8 marzo: le donne nell’informatica

8 MAR 2022

Alle soglie del 2022, possiamo tranquillamente affermare che ci è del tutto impossibile vivere senza l’informatica. Telecomunicazioni, servizi, notizie, social, quasi tutto ormai passa dalla rete, ci unisce e interconnette non solo tra nazioni ma tra singole persone.
Figure ormai quasi leggendarie del mondo dell’informatica, a cui sono stati dedicati anche dei film come Alan Turing, fanno ormai parte della pop-culture e della storia dell’uomo.
Ma è fondamentale ricordare anche, particolarmente nella giornata dell’8 Marzo, l’essenziale contributo che le donne hanno dato al mondo dell’informatica, troppo spesso dimenticato.

Ada Lovelace (1815-1852) – figlia d’un poeta, madre dell’algoritmo

Figlia del poeta inglese Byron, viene considerata la madre del computer odierno. La madre scelse di educarla in casa, sotto la sua tutela e quella di altri insegnanti, concentrando la sua istruzione sulla matematica e le scienze. Ada elaborò un algoritmo per la Macchina Analitica e tale lavoro è stato riconosciuto come il primo vero e proprio programma mai scritto per un elaboratore elettronico. È stata a tutti gli effetti la prima programmatrice della storia dell’informatica. Ogni secondo martedì di Ottobre si festeggia la Giornta di Ada Lovelace, per celebrare gli obiettivi raggiunti dalle donne nei campi scientifici e matematici.

Grace Murray Hopper (1906-1992): soldatessa, matematica, informatica

Brillante matematica, informatica e militare statunitense, il suo ruolo fu essenziale nella programmazione del COBOL, linguaggio adoperato ancora oggi in software commerciali di tipo bancario. A Grace Hopper dobbiamo anche l’utilizzo del termine bug per definire un malfunzionamento di un computer.
Nel 2016 ha ricevuto da Barack Obama la Medaglia presidenziale della libertà.

Suor Mary Kenneth Keller (1913-1985) – la prima Dottoressa in Informatica

Dopo aver preso i voti e ben due lauree in Matematica e Fisica, Mary fu la prima donna a conseguire un Dottorato in Informatica negli Stati Uniti. Fondò in seguito il Dipartimento di Informatica alla Clarke University nell’Iowa e partecipò allo sviluppo del linguaggio di programmazione BASIC. Nei 20 anni in cui fu in carica all’interno del Dipartimento, fu una sostenitrici del ruolo delle donne nell’informatica e le incoraggiava a perseguire la loro carriera, anche permettendogli di portare i figli in classe con loro.


Katherine Coleman Goble Johnson (1918-2020) – l’informatica per l’uomo nello spazio

Katherine Johnson è stata una matematica che ha dato un contributo significativo ai programmi aeronautici e spaziali degli Stati Uniti. Johnson calcolò le traiettorie dei primi viaggi dell’uomo nello spazio: fu proprio lei ad eseguire le equazioni di verifica della traiettoria di lancio, senza le quali gli astronauti non ricevevano luce verde per la partenza in sicurezza. Aveva le loro vite nelle sue mani.
Ha proseguito la sua carriera lavorando alla NASA per quasi tutte le missioni spaziali, dall’Apollo 11 nel 1969, a quelle dello Shuttle, fino ai primi studi per le sonde da inviare su Marte.

Hedy Lamarr (1914-2000) – Brillante ingegnere e star del cinema

Oltre ad essere stata una diva del cinema, Hedy, ex studentessa di ingegneria a Vienna, sviluppò, insieme al compositore George Antheil, un sistema di guida a distanza per siluri e un sistema di modulazione per la codifica di informazioni, basandosi sull’idea di contrastare i segnali radio nemici con delle contro-frequenze radio. Questo sistema è alla base di tutte le tecnologie di comunicazione senza fili che usiamo oggi, dal Wi-Fi al GPS.

Karen Spärck Jones (1935-2007) – madre dei motori di ricerca

Dopo la laurea in Filosofia e una breve carriera come insegnante, si dedicò del tutto al mondo dei computer, diventando docente di Informatica alla prestigiosa università di Cambridge. I suoi principali interessi di ricerca, sin dai tardi anni 50, furono l'elaborazione del linguaggio naturale e l'information retrieval, sui quali basò il suo più importante lavoro: quello sulla funzione di peso tf-idf (term frequency–inverse document frequency), una tecnologia che è alla base dei più moderni motori di ricerca.
E’ sua la provocazione: “L’informatica è una cosa troppo importante per lasciarla agli uomini”.

Marisa Bellisario (1935-1988) - programmatrice Olivettiana

Marisa conseguì la laurea in discipline economiche nel 1959 presso l’Università degli Studi di Torino. In seguito, fu assunta all’interno della divisione elettronica di Olivetti, con il ruolo di programmatrice sul mainframe di progettazione Olivetti – Elea 9003 (Elaboratore elettronico aritmetico) – il primo computer interamente progettato e prodotto in Italia. Non solo brillante informatica ma anche manager di successo della Olivetti: nel 1979 fu messa a capo della “Olivetti Corporation of America” e ne risanò il bilancio in breve tempo.


Anita Borg (1949-2003) - fondatrice dell’Institute for Women and Technology

Informatica statunitense, Anita ha dato l’impulso maggiore a beneficio delle donne in campo informatico e tecnologico. Ha sviluppato Mecca, un sistema di comunicazioni via email, all’epoca una novità, e nel 1987 ha fondato Systers, uno spazio online di discussione per donne informatiche. È la fondatrice dell’Institute for Women and Technology. Nel 1999, il presidente Bill Clinton la nominò alla Commissione presidenziale per l'avanzamento delle donne e delle minoranze in scienza, ingegneria e tecnologia. Fu incaricata di raccomandare strategie alla nazione per aumentare la partecipazione delle donne.


Adele Goldberg (1945) – madre del Macintosh

Laureata in matematica con un Master in Informatica, è stata per diversi anni operativa presso il PARC, il Centro di ricerca Xerox a Palo Alto ed è stata la co-fondatrice della ParcPlace-Digitalk. È nota in particolare per il lavoro di sviluppo del linguaggio di programmazione Smalltalk. Molti dei concetti sviluppati da Goldberg e dal suo team al PARC sono diventati la base per interfacce utente basate sulla grafica, sostituendo i precedenti sistemi basati su riga di comando. Apple utilizzò molte delle idee del team di Goldberg e le sue implementazioni come base per l’ambiente desktop Macintosh negli anni ’80.

Radia Perlman (1951) – “La Madre degli Switch”

Radia è un’informatica statunitense che ha inventato l’algoritmo alla base dello Spanning Tree Protocol (successivamente standardizzato in IEEE 802.1D), indispensabile per costruire l’internet di oggi. È una delle maggiori specialiste del mondo nel software design e dell’ingegneria informatica delle reti. Il suo lavoro ha un grande impatto sul modo in cui le reti si organizzano e su come si spostano i dati.
Attualmente lavora presso la Intel Corporation e detiene numerosi brevetti. In considerazione dell'importanza che i suoi contributi hanno svolto in tali ambiti, sovente è chiamata amichevolmente “la Madre degli Switch

Fonti:
Wikipedia
Wired
Womenintech